SONAR: Liminal Fluctuating Sound Navigation
Mercoledì 8 Luglio 2026 dalle ore 19.00 alle 23.00 Bias: Isola d’Arte *
Campo Bandiera e Moro, Castello 3811/B 30122 Venezia
4 July 2026 by Chiara Modìca Donà dalle Rose
Una Biennale d’arte multidisciplinare in cui gli artisti non rappresentano un Stato, una Nazione, un confine geografico temporaneo, un governo del territorio, ma la spiritualità come elemento nutritivo del loro gesto creativo, la crescita di questa ricerca che si evolve nel corso di una vita, creando ponti tra i popoli. La BIAS è ispirata alla genesi spirituale degli artisti, in particolare dello “Spirituale dell’Arte” di Vasilis Kandinsky e del manifesto “Neospazialista” di Rosa Mundi, che l’ha creata nel 2010 . Gli artisti di chiara fama ed altri selezionati da una commissione accademica internazionale possono scegliere tra i Padiglioni: Archeolgoico delle Religioni perdute, Esoterico, Sciamano, Zorastriano, Abramitico, Induista, Buddista, Filosofico, Scientifico Digitale e Sportivo Scientifico.
BIAS 2026
Una Biennale d’arte multidisciplinare in cui gli artisti non rappresentano un Stato, una Nazione, un confine geografico temporaneo, un governo del territorio, ma la spiritualità come elemento nutritivo del loro gesto creativo, la crescita di questa ricerca che si evolve nel corso di una vita, creando ponti tra i popoli. La BIAS è ispirata alla genesi spirituale degli artisti, in particolare dello “Spirituale dell’Arte” di Vasilis Kandinsky e del manifesto “Neospazialista” di Rosa Mundi, che l’ha creata nel 2010 . Gli artisti di chiara fama ed altri selezionati da una commissione accademica internazionale possono scegliere tra i Padiglioni : Archeolgoico delle Religioni perdute, Esoterico, Sciamano, Zoorastriano, Abramitico, Induista, Buddista, Filosofico, Sicentifico Digitale e Sportivo Scientifico.
Il tema del 2026 è “Isola d’arte”. Gli artisti dovranno mandare un progetto o una immagine dei lavori delle arti performative (pittorici, scultorei, fotografici, video installazioni, musicali, teatrali e architettonici, poetici/lettarari, seguendo le indicazioni . Si invitano gli artisti a monitorare il sito della Fondazione Donà dalle Rose www.fondazionedonadallerose.org e della Bias www.bias.instituteSuperata la preselezione, verrà operata la selezione per l’esposizione finale. I luoghi della Biennale BIAS sono: Venezia per la presentazione con artisti di chiara fama, a seguire il Senegal a Dakar, la GUinea Equatoriale e la Nigeria ed i Camerun.


SONAR: Liminal Fluctuating Sound Navigation
Mercoledì 8 Luglio 2026 dalle ore 19.00 alle 23.00
Bias: Isola d’Arte *
Campo Bandiera e Moro, Castello 3811/B
30122 Venezia
A cura di: Matteo Poletti – (M.)iss(P.)roduction Art Events & Rosa Mundi Art & BIAS 2026
SONAR: Liminal Fluctuating Sound Navigation è un’installazione sonora immersiva che interagisce con lo spazio espositivo Bias: Isola d’Arte in costante dialogo aperto con il Campo della Bragora sul quale si affaccia, con le opere esposte sui tre livelli dell’antico edificio (un tempo sede della confraternita delle Arti e dei Mestieri ed ora Padiglione Collaterale della 61° Biennale di Venezia) e con i visitatori che attraversando le sue sale espositive entrano in relazione interattiva con il Genius Loci dello spazio artistico performativo. Il progetto si struttura su tre piani come una costellazione di Isole Sonore autonome ma interconnesse tra loro: a Piano Terra il live set Soglie di Prossimità (2026) di Doroteo & Da-De (B2B) dalla veranda dello spazio che si apre sul Campo della Bragora per invitarlo ad entrare, genera echi di suoni lontani, bassi profondi, frammenti vocali, brusii e rumori di sottofondo che si mescolano alla vita quotidiana della piazza, coagulandosi ad essa lentamente tra pause, lievi dissonanze, connessioni ritrovate. Ne nasce un paesaggio sonoro fragile in continua evoluzione che oscilla tra prossimità e distanza permanendo come materia d’ascolto Liminale che unifica gli opposti.
Al Primo Piano Minor Dissonances (2026) l’opera di Elena Callegari (Elo) in quadrifonia evoca un paesaggio sonoro in fermento che si sviluppa come un insieme di presenze che non raggiungono mai una piena e compiuta stabilità. Ogni elemento sembra piuttosto provenire da un luogo, da un tempo e da una memoria diversi, da un Altrove che cerca di stabilire una relazione possibile senza mai riuscire a farsi compiuta presenza nell’attimo. La Musica qui genera una sorta di tensione perpetua spezzando così la forma statica e conchiusa del brano per dilatarsi oltre i suoi stessi limiti ed apparire come un ecosistema instabile, composto da frammenti, interferenze interstiziali, echi di silenzi, leggere dissonanze. Non è il racconto lineare di una storia con un inizio ed una fine ma piuttosto un luogo effusivo in cui si rende percepibile quella condizione di sospensione che accompagna ogni processo di attraversamento, d’appartenenza e di trasformazione. L’ascoltatore esperisce uno spazio in cui nessun
suono occupa definitivamente il centro: tutto fluttua continuamente, come un Arcipelago Acustico fatto di presenze lontane che cercano nuova prossimità. La composizione non attribuisce una preminenza ai singoli materiali sonori indagando le soglie di passaggio tra essi. Le transizioni diventano allora metafora di una diaspora: esilio, perdita, spazi di negoziazione, trasformazione, adattamento.
Ad Intervalli irregolari con gli arcipelaghi acustici di Elo, Dario Sevieri presenta The Bell rings for Thee… (No man is an Island) del 2023: un sistema sonoro che attinge da una sintesi additiva a 32 voci la cui lista delle frequenze è ricavata dall’analisi spettrale di alcune campane delle chiese della città di Venezia, riprodotte ad intervalli casuali e spazializzate attraverso il medesimo impianto quadrifonico. L’intensità di ciascuna banda è modificata random e muta periodicamente: ogni cambio d’intensità è interpolato con il precedente alla maniera del Feedback. Il legame tra le frequenze e i suoni registrati traspare anche nella contemporanea trasposizione del pitch che crea inaspettate tessiture. L’ambiente sonoro prevede anche un’interazione attraverso il rilevamento con un rilevatore di movimento (Motion Detection) dei gesti del pubblico attraverso la telecamera di un laptop: i dati vengono poi inviati al computer che modifica in tempo reale i parametri della sintesi sonora e della spazializzazione. Ogni fotogramma della webcam è convertito nella sua Luminanza che variando per ciascuna immagine indica il movimento avvenuto. Nel sistema sonoro informatico progettato dal Sevieri il suono infatti reagisce agli stimoli luminosi dell’ambiente circostante per differenza e comparazione, inducendo il movimento dalle soglie di luce in variazione continua (Lumen-Limen).
Al Secondo Piano Fabio Scrivanti presenta Body Match, un’installazione audiovisiva che assume la forma di una procedura di riconoscimento automatico. Una macchina osserva, confronta e misura immagini del corpo nel tentativo di ricondurle alla loro Identità. Ogni operazione sembra avvicinarsi a una soluzione, ma genera nuove incongruenze, fino a rivelare l’impossibilità del processo stesso. L’opera adotta il linguaggio dei sistemi operativi, dei software di diagnostica e delle interfacce informatiche come struttura narrativa. Il riconoscimento diventa un rituale ripetitivo, una sequenza di verifiche destinate al fallimento, in cui l’accumulo di dati non produce conoscenza, ma amplifica la distanza tra ciò che viene osservato e ciò che può essere realmente compreso. Quando il sistema collassa, il processo si interrompe. Al posto dell’analisi emergono immagini frammentarie, voci. Body Match non racconta il fallimento di una macchina. Interroga, piuttosto, il desiderio umano di ridurre l’esperienza a un insieme di informazioni misurabili, suggerendo che alcune forme della presenza resistono ogni tentativo tassonomico di classificazione.
Elena Callegari (Elo) nasce a Venezia il 29 agosto 2000. Come artista lavora
tra performance contemporanea, suono e pratiche collaborative. Ha studiato
interior design (2022) e arti performative (2026) presso l’Università IUAV di
Venezia. La sua ricerca esplora la musica elettronica come spazio sensoriale e
relazionale, indagando le dimensioni politiche e sociali della produzione
artistica. Fa parte di Pulsating Forms, piattaforma dedicata alla
sperimentazione tra pratiche sonore e visive. Ha collaborato con istituzioni,
festival, spazi indipendenti e diverse radio. Nel 2026 ha vinto il bando ISOLE
ISOLE ISOLE, realizzando, dopo una residenza in Sicilia, la sua prima
mostra personale presso Spazio Spuma (Giudecca).

Dario Sevieri nasce a Bormio (SO) il 5 maggio 1977. Trascorre gli anni
peggiori della sua vita a Treviso quelli migliori a Venezia sebbene tuttora non
possa ancora dirsi veneziano perché l’accento lo tradisce continuamente. Nel
2001 si laurea in Lingue e Lettterature Orientali (Giapponese) presso
l’università Ca’ Foscari di Venezia. Si dedica da tempo alla traduzione di testi
dal giapponese in italiano. Nel 2005 si diploma come Tecnico del Suono
all’Accademia di Arti Cinematografiche di Bologna ma non del tutto
soddisfatto consegue la Triennale in Musica Elettronica (2016) e a seguire un
Biennio in Composizioni e Nuove Tecnologie (2020) e un ulteriore Biennio in
Elettronica (2023) presso il conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.
Suona in diverse band musicali del territorio veneziano. Cultore dell’Aikido
ritiene che l’Armonia Universale sia frutto di un’arte marziale.

Fabio Scrivanti Fabio Scrivanti è un artista audiovisivo con base a Venezia.
La sua ricerca muove tra installazione, suono, video e scrittura, intrecciando
memoria, paesaggio, ritualità e sistemi di rappresentazione. Muovendosi tra
registrazione del reale e costruzione di dispositivi finzionali, realizza opere che
indagano il rapporto tra esperienza umana e linguaggio tecnologico,
esplorando i modi in cui immagini, suoni e archivi contribuiscono alla
costruzione del significato. Attraverso composizioni immersive e lavori
audiovisivi, il suo interesse si concentra sui processi di trasformazione, sulle
tracce lasciate dal tempo e sulle forme di relazione tra individuo, ambiente e
memoria collettiva.

Teodoro Bevilacqua (Doro Teo) è un selezionatore veneziano che si muove
tra bass, dub, electro e sonorità lente da club. Miscela groove profondi, basse
frequenze e frammenti vocali, costruendo viaggi sonori che fanno incontrare
ritmo, atmosfera e racconto. Davide Olivato (Da
De) Nato e cresciuto a Venezia, Da De esplora la
bass music in tutte le sue sfumature. Tra dub, reggae,
jungle e sonorità club costruisce set guidati da basse
profonde, ritmi ipnotici e una selezione che alterna tensione e respiro. Un
percorso in continua evoluzione, dove la ricerca del groove resta sempre al
centro. Doro Teo & Da De presentano il loro live set Soglie di Prossimità
(2026) pensato appositamente per l’evento SONAR: Liminal Fluctuating
Sound Navigation.
Dario Sevieri nasce a Bormio (SO) il 5 maggio 1977. Trascorre gli anni peggiori
della sua vita a Treviso quelli migliori a Venezia sebbene tuttora non possa
ancora dirsi veneziano perché l’accento lo tradisce continuamente. Nel 2001 si
laurea in Lingue e Lettterature Orientali (Giapponese) presso l’università Ca’
Foscari di Venezia. Si dedica da tempo alla traduzione di testi dal giapponese in
italiano. Nel 2005 si diploma come Tecnico del Suono all’Accademia di Arti
Cinematografiche di Bologna ma non del tutto soddisfatto consegue la
Triennale in Musica Elettronica (2016) e a seguire un Biennio in Composizioni e
Nuove Tecnologie (2020) e un ulteriore Biennio in Elettronica (2023) presso il
conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Suona in diverse band musicali
del territorio veneziano. Cultore dell’Aikido ritiene che l’Armonia Universale sia
frutto di un’arte marziale.

Davide Olivato (Da-De)
