AI FILMS AWARDS VENICE | Palazzo Donà dalle Rose Fondamenta Noce | Cannaregio 5028 dalle 14.00 alle 22.00 “il futuro nella città del futuro di tutti i tempi” . Cultural Partnership tra Fondazione Donà dalle Rose, The Doge Venice Red Carpet, BIAS eThe AI Film Awards una piattaforma internazionale che riunisce cineasti, artisti, creatori di IA e innovatori provenienti da oltre 40 paesi per celebrare il dialogo creativo tra tecnologia, arte e umanità a cura di Devy Man, Chiara Modìca Donà dalle Rose, alias Rosa Mundi e Jacques Durand con la partecipazione speciale dell’artista saudita Shalemar e della cantante lirica italo colombiana Laura Maria Redini e Pinocchio Adulto

una piattaforma internazionale che riunisce cineasti, artisti, creatori di IA e innovatori provenienti da oltre 40 paesi per celebrare il dialogo creativo tra tecnologia, arte e umanità.

SHALEMAR
Shalemar nasce nel 1971 e cresce a Gedda, in Arabia Saudita. Si appassiona all’arte e alla pittura fin da piccola; a 16 anni organizza la sua prima mostra, accolta con entusiasmo dalla critica. In seguito ai primi successi si forma in ambito accademico multidisciplinare, conseguendo numerosi diplomi universitari. Si laurea infatti prima all’Accademia delle Belle Arti al Cairo, in Psicologia a Gedda, e in Criminologia a Beirut.
Questo percorso multilaterale le permette di sviluppare un approccio unico all’arte, che si esprime nella sua filosofia di “Moving Art”: ispirata all’arte cinetica, la porta avanti sulle strade della città. Le automobili e le motociclette diventano il medium perfetto per le sue opere, entrando in dialogo non soltanto con gli spazi artistici statici, ma anche con il mondo fuori dalle mura dei musei, portando l’arte negli spazi pubblici e rendendola visibile e accessibile a tutti. Il sogno futurista della velocità e del dinamismo, sostenuto da linee decise, sfida l’idea di un’arte elitaria e istituzionale, trattenuta tra cornici e mura. L’approccio rivoluzionario di Shalemar porta le sue opere al Louvre di Parigi, al Monaco Grand Prix e al Paris Motor Show.
Per la 61ª edizione della Biennale Arte di Venezia, Shalemar ritorna a medium più convenzionali come la tela, che trasmette un’ispirazione modernista e surrealista, molto diversa dall’arte islamica tradizionale. I soggetti delle sue opere sembrano sogni, visioni e ricordi lontani che si sovrappongono e si intrecciano. Sembra di scorrere la sua vita, il suo vissuto bello, dorato ma anche la sofferenza delle prove della vita. L’umano è sempre presente nelle sue opere anche in quelle apparentemente più astratte come il gesto artistico tipico di Shalemar, la luce del colore, l’assonanza e la dissonanza dei colori con cui crea una “trasparente” sovrapposizione di piani.


Shalemar was born in 1971 and grew up in Jeddah, Saudi Arabia. She developed a passion for art and painting from an early age; at 16, she organized her first exhibition, which was enthusiastically received by critics. Following her initial successes, she pursued a multidisciplinary academic education, earning numerous university degrees. She graduated first from the Academy of Fine Arts in Cairo, then from Psychology in Jeddah, and finally from Criminology in Beirut.
This multifaceted journey has allowed her to develop a unique approach to art, which is expressed in her “Moving Art” philosophy: inspired by kinetic art, she brings it to the streets of the city. Cars and motorcycles become the perfect medium for her works, engaging not only with static art spaces but also with the world beyond the walls of museums, bringing art into public spaces and making it visible and accessible to all. The futurist dream of speed and dynamism, supported by bold lines, challenges the idea of an elitist and institutional art confined within frames and walls. Shalemar’s revolutionary approach has brought his works to the Louvre in Paris, the Monaco Grand Prix, and the Paris Motor Show.
For the 61st Venice Art Biennale, Shalemar returns to more conventional mediums such as canvas, which conveys a modernist and surrealist inspiration, very different from traditional Islamic art. The subjects of his works resemble dreams, visions, and distant memories that overlap and intertwine. It seems as if his life unfolds, his beautiful, golden experiences, but also the suffering of life’s trials. The human element is always present in his works, even in the seemingly most abstract, such as Shalemar’s signature artistic gesture, the light of color, the assonance and dissonance of colors with which he creates a “transparent” superposition of planes.

Rosa Mundi con “Pinocchio adulto: AI” selezionato ed esposto alla Biennale Arte di Durazzo 2024 | Tempio Buddista di Kyoto 2024 | Padiglione Italia Expo di Osaka 2025 | BIAS : ISola d’arte Campo Bandiera e Moro 2026

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